Review
Postfazione: Allan Bay
on c’è due senza tre! Questo, infatti, è il terzo libro di Dario Comini in cui condensa i primi due completati da un’importante serie di aggiunte e aggiornamenti che rendono Mix & Drink il testo di riferimento del barchef e della molecular mixologist. Per non smentire al precedente edizione in cui sosteneva che niente è più nuovo di ciò che è antico, il libro, dopo l’introduzione dell’autore e della sua premessa sul perché si shakera, si parla di Martini cocktail, dalla sua storia e da una rassegna di 101 ricette. Scorrendo l’indice, poi, ci si addentra nel cuore del libro che presenta una ad una le tecniche molecolari, gli approfondimenti scientifici, gli ingredienti e le relative applicazioni in ricette innovative. Numerosi, poi, i contenuti ‘extra’ (rispetto all’edizione precedente) che approfondiscono ulteriori tecniche applicate al bar come l’affumicatura, l’assorbimento, le capsule, la disidratazione, l’umami e tecniche sviluppate esclusivamente da Dario Comini come la sferificazione alcolica con il liquido madre. Così, ora tutto cambia. Di nuovo! Esordisce l’autore, perché niente è statico… E così anche il bartender che oggi non è più solo un esecutore. Chiude l’opera la postfazione di Allan Bay che raccontando aneddoti legate ad alcune ricette culinarie accomunando, infine, Dario Comini come ad alcuni grandi della storia gastronomica che hanno rivoluzionario il pensiero della miscelazione. Come sottolinea lo stesso Allan Bay, in questo testo Dario Comini condivide apertamente tutta la sua conoscenza mettendola a disposizione di tutti, professionisti e non, testimoniando umilmente come il sapere debba essere condiviso, piuttosto che custodito, perché solo in questo modo si può generare un’evoluzione. Dal punto di vista grafico, il libro è molto semplice, forse troppo per lo spessore del testo. Il formato permette di tenerlo comodamente dietro il banco bar o comunque sempre a portata di mano. L’unica pecca è la mancanza di immagini che darebbero al libro un valore aggiunto. Ma questo potrebbe essere un suggerimento per una prossima edizione, magari un’opera omnia! Da evidenziare che la carta usata proviene da fonti gestite in maniera responsabile.
Il mixologist del nuovo millennio […] è diventato consapevole […]
Io chiamo questa generazione di barman del terzo millennio semplicemente ‘professionisti’, perché ritengo che un vero professionista sia tenuto a conoscere tutte le tecniche che, oggi, il mondo infinito della miscelazione mette a disposizione.
Mi sono allora chiesto cosa spingeva una persona che forse non prenderà mai in mano uno shaker a leggere un testo che analizza nei particolari le tecniche e gli ingredienti utilizzati nella moderna miscelazione. La sete di sapere… D.C.





